Descrizione
Il Museo dei Misteri custodisce il cuore della festa più amata di Campobasso: gli "ingegni" di ferro che, la domenica del Corpus Domini, portano in processione bambini vestiti da santi, angeli e diavoli, che sembrano volare sopra la folla.
Nella sala principale stanno i tredici Misteri, le strutture che sfilano ogni anno. Ciascuno mette in scena un episodio della Bibbia o un santo: sono alberi di ferro battuto, con imbracature tra i rami che reggono i bambini nel vuoto.
Pesano parecchio. Si va dai circa 340 chili di San Rocco, il più leggero, ai 644 di San Nicola, e ognuno viaggia a spalla, portato da squadre di volontari.
Nella sala d'ingresso ci sono i costumi d'epoca dei figuranti e le fotografie storiche della festa. La sala proiezioni mostra le processioni filmate in anni lontani tra loro, dal 1929 al 2006.
Il museo non è solo una vetrina. Il giorno della festa i bambini vengono vestiti e legati agli ingegni proprio qui, e da qui la processione parte e qui rientra. Il resto dell'anno, le strutture riposano nelle sue sale.
Il genio dietro i Misteri è Paolo Saverio Di Zinno, scultore campobassano del Settecento. Prima di lui la tradizione erano i quadri viventi: fedeli in costume, fermi in posa, a raccontare le storie della fede.
Di Zinno immaginò di sollevarli in aria. Progettò ventiquattro macchine, fatte forgiare dai fabbri della città con una lega flessibile e resistentissima da lui stesso messa a punto. Sei si ruppero quasi subito e altre sei andarono perdute nel terremoto del 1805.
La scelta dei santi racconta la Campobasso di allora: Sant'Isidoro protegge i contadini, San Crispino gli artigiani, San Leonardo gli innocenti, San Rocco i malati.
Durante la processione gli ingegni avanzano a passo cadenzato per le strade strette del centro storico, al ritmo della marcia del Mosè di Rossini, ormai la colonna sonora della festa.
Il museo, nel centro della città, ha aperto il 7 ottobre 2006.
Nella sala principale stanno i tredici Misteri, le strutture che sfilano ogni anno. Ciascuno mette in scena un episodio della Bibbia o un santo: sono alberi di ferro battuto, con imbracature tra i rami che reggono i bambini nel vuoto.
Pesano parecchio. Si va dai circa 340 chili di San Rocco, il più leggero, ai 644 di San Nicola, e ognuno viaggia a spalla, portato da squadre di volontari.
Nella sala d'ingresso ci sono i costumi d'epoca dei figuranti e le fotografie storiche della festa. La sala proiezioni mostra le processioni filmate in anni lontani tra loro, dal 1929 al 2006.
Il museo non è solo una vetrina. Il giorno della festa i bambini vengono vestiti e legati agli ingegni proprio qui, e da qui la processione parte e qui rientra. Il resto dell'anno, le strutture riposano nelle sue sale.
Il genio dietro i Misteri è Paolo Saverio Di Zinno, scultore campobassano del Settecento. Prima di lui la tradizione erano i quadri viventi: fedeli in costume, fermi in posa, a raccontare le storie della fede.
Di Zinno immaginò di sollevarli in aria. Progettò ventiquattro macchine, fatte forgiare dai fabbri della città con una lega flessibile e resistentissima da lui stesso messa a punto. Sei si ruppero quasi subito e altre sei andarono perdute nel terremoto del 1805.
La scelta dei santi racconta la Campobasso di allora: Sant'Isidoro protegge i contadini, San Crispino gli artigiani, San Leonardo gli innocenti, San Rocco i malati.
Durante la processione gli ingegni avanzano a passo cadenzato per le strade strette del centro storico, al ritmo della marcia del Mosè di Rossini, ormai la colonna sonora della festa.
Il museo, nel centro della città, ha aperto il 7 ottobre 2006.