Descrizione
La chiesa di Sant'Antonio Abate è il capolavoro del barocco a Campobasso, nel centro storico accanto all'antica Porta Sant'Antonio. Fuori ha una facciata spoglia e intonacata; dentro, un'unica aula che luccica di legno dorato e tele del Seicento.
La sorpresa sono i quattro altari laterali, intagliati nel legno con ricchi ornamenti e rivestiti d'oro zecchino. In fondo, l'altare maggiore in marmi colorati del 1748 è in pieno stile rococò.
Il pittore più importante è Francesco Guarino da Solofra. Sul primo altare a sinistra c'è il suo San Benedetto che esorcizza un indemoniato, del 1643, con sopra una Pietà; sull'altare accanto, altre sue tele circondano una statua della Vergine col Bambino.
Guarino usa toni scuri e intensi, che danno il meglio nelle scene all'aperto.
Sull'altare di Sant'Antonio, la statua lignea del santo, del Cinquecento, è incorniciata da nove piccole tele del Seicento con episodi della sua vita. Sulla parete di fondo del coro, la Tentazione di Sant'Antonio risente dello stile fiammingo.
Sulla parete sinistra si apre l'organo del 1696, anch'esso in legno intagliato e coperto di foglia d'oro. Nella chiesa c'è anche la statua lignea di San Francesco di Paolo Saverio Di Zinno, scultore nato a Campobasso.
In alto sulle pareti corrono gli affreschi di Michele Scaroina, un altro campobassano, datati al 1614. Il soffitto, invece, è del Novecento: Amedeo Trivisonno vi dipinse a tempera la Cacciata di Lucifero dal Paradiso.
La chiesa attuale fu costruita nel 1572, data incisa sul semplice portale, sopra una chiesetta più antica, l'oratorio di un ospizio dei Benedettini. Fu poi la sede della confraternita dei Trinitari fino al 1809, e dal 1829 di una parrocchia.
Il 1799 lasciò il segno: durante l'invasione francese furono depredate le colonne degli altari e scomparve la pala del secondo altare a destra. Ne resta solo la lunetta con il Padre Eterno di Paolo Fenoglia.
Sul presbiterio c'era una cupola, abbattuta perché instabile e sostituita da un soffitto piatto affrescato da Leo Paglione. Il campanile, gravemente danneggiato da un terremoto, fu ricostruito nel 1864.
A pochi passi, la Porta Sant'Antonio è un arco in bugnato delle mura volute da Cola Monforte, collegato a un muraglione e a una torre circolare. La chiesa, nel quartiere che porta il suo nome, restava appena fuori da quella cinta.
Da non perdere
• Gli altari in legno dorato.
• Il San Benedetto di Guarino.
• L'organo del 1696.
• La statua di Sant'Antonio con le nove tele.
• La Porta Sant'Antonio.
La sorpresa sono i quattro altari laterali, intagliati nel legno con ricchi ornamenti e rivestiti d'oro zecchino. In fondo, l'altare maggiore in marmi colorati del 1748 è in pieno stile rococò.
Il pittore più importante è Francesco Guarino da Solofra. Sul primo altare a sinistra c'è il suo San Benedetto che esorcizza un indemoniato, del 1643, con sopra una Pietà; sull'altare accanto, altre sue tele circondano una statua della Vergine col Bambino.
Guarino usa toni scuri e intensi, che danno il meglio nelle scene all'aperto.
Sull'altare di Sant'Antonio, la statua lignea del santo, del Cinquecento, è incorniciata da nove piccole tele del Seicento con episodi della sua vita. Sulla parete di fondo del coro, la Tentazione di Sant'Antonio risente dello stile fiammingo.
Sulla parete sinistra si apre l'organo del 1696, anch'esso in legno intagliato e coperto di foglia d'oro. Nella chiesa c'è anche la statua lignea di San Francesco di Paolo Saverio Di Zinno, scultore nato a Campobasso.
In alto sulle pareti corrono gli affreschi di Michele Scaroina, un altro campobassano, datati al 1614. Il soffitto, invece, è del Novecento: Amedeo Trivisonno vi dipinse a tempera la Cacciata di Lucifero dal Paradiso.
La chiesa attuale fu costruita nel 1572, data incisa sul semplice portale, sopra una chiesetta più antica, l'oratorio di un ospizio dei Benedettini. Fu poi la sede della confraternita dei Trinitari fino al 1809, e dal 1829 di una parrocchia.
Il 1799 lasciò il segno: durante l'invasione francese furono depredate le colonne degli altari e scomparve la pala del secondo altare a destra. Ne resta solo la lunetta con il Padre Eterno di Paolo Fenoglia.
Sul presbiterio c'era una cupola, abbattuta perché instabile e sostituita da un soffitto piatto affrescato da Leo Paglione. Il campanile, gravemente danneggiato da un terremoto, fu ricostruito nel 1864.
A pochi passi, la Porta Sant'Antonio è un arco in bugnato delle mura volute da Cola Monforte, collegato a un muraglione e a una torre circolare. La chiesa, nel quartiere che porta il suo nome, restava appena fuori da quella cinta.
Da non perdere
• Gli altari in legno dorato.
• Il San Benedetto di Guarino.
• L'organo del 1696.
• La statua di Sant'Antonio con le nove tele.
• La Porta Sant'Antonio.